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martedì 21 gennaio 2014

Sul lavoro, sulle mamme, sulle mamme al lavoro

Nei giorni scorsi ho letto diversi post che hanno risvegliato in me parecchie riflessioni. Scomposte, a volte contraddittorie, a volte più simili a veri e propri moti di indignazione.
Mi è tornato in mente un episodio che risale a più di un mese fa e che voglio raccontarvi, perché fa bene al cuore. Il secondo sabato di dicembre abbiamo fatto un open day a scuola, che ci ha impegnato l'intero pomeriggio; la sera era prevista una cena tra colleghi, a cui sono stati invitati anche gli studenti più grandi, ai quali avevamo chiesto un aiuto nell'organizzazione dell'evento. Ero combattuta sul partecipare o meno alla cena: già lavorare il sabato pomeriggio mi avrebbe tenuta lontano dal mio bambino, e visto che l'week end voglio sia dedicato soprattutto a lui non mi andava l'idea di non vederlo fino alla domenica mattina. Avrei potuto lasciarlo col papà, ma per quella sera anche lui era impegnato in un concerto. Così, dopo vari tentennamenti, ho deciso di partecipare, ma portandomi dietro il pargolo. Il maritino me l'ha portato a scuola verso le 18.00 e, dopo essere stato coccolato da vari colleghi, è venuto con me al ristorante. Certo, un bimbo di 18 mesi non è esattamente "contenibile" e tenerlo seduto ad un tavolo per più di un quarto d'ora è praticamente impossibile. Questo vuol dire che ho passato molto tempo della cena in piedi, perdendomi stralci di conversazioni, e che alle 22.00 ho salutato tutti perché per il pupo era giunta l'ora della nanna. Non nascondo che, tornando a casa, mi sono chiesta se avessi fatto bene a partecipare: molte colleghe mamme non sono venute, altre invece hanno lasciato a casa i figli. Ero l'unica col bimbo al seguito. Mi sono chiesta se gli altri l'avessero visto come una "palla al piede". 
Cosa c'è di bello in tutta questa storia? C'è che la sera dopo ho ricevuto un sms del Preside, giovane, rampante e senza moglie e/o figli. Diceva più o meno così: "Grazie per essere venuta ieri sera con il tuo bimbo. È stata una bella testimonianza anche per i nostri ragazzi vederti in veste di mamma oltre che di professoressa". Che dire, è scesa qualche lacrima. Ho ringraziato il Cielo per aver la possibilità di lavorare con un capo così lungimirante. D'altronde, ha deciso di assumermi con un figlio piccolissimo senza battere ciglio. La morale? Spesso noi donne siamo costrette a vedere i nostri figli come "palle al piede" perché qualcuno ci fa credere che sia così, invece dobbiamo abituarci a vederli come grandissime risorse. E a vederci come portatrici di valore aggiunto anziché costrette a dover dimostrare che NONOSTANTE l'handicap della mammitudine siamo ottime lavoratrici.

Ecco perché questo post di Domitilla Ferrari mi ha fatto arrabbiare tantissimo (come altri in passato), quasi che la donna debba, per essere una lavoratrice doc, passare un numero spropositato di ore fuori casa, ammazzarsi di fatica senza lamentarsi in nome di chissà qualche carriera. Come se le donne che fanno il proprio dovere senza però voler rinunciare a passare parte della propria giornata con i figli siano pretenziose, anzi addirittura la causa stessa della "svalutazione" della donna nel mondo del lavoro! Ricordo un post di Elasti in cui raccontava che nella redazione del suo giornale erano arrivati i grandi capi di alcune nazioni estere e... Sorpresa! Alcuni erano donne e lavoravano part-time. Eh sì, donne manager senza per forza sgobbare 12 ore al giorno. Senza giocare l'alibi del "se alcuni papà lo fanno, perché non posso farlo anch'io che sono mamma?". 

domenica 22 dicembre 2013

Chi non muore...

...si rivede! Mi sento terribilmente in colpa per aver interrotto di colpo gli aggiornamenti, ma sono stata risucchiata dal vortice scuola/casa/pupo e, anche se leggo sempre tutti i blog a cui sono affezionata, proprio non mi andava di scrivere un nuovo post!
In vista delle feste (e delle benedettissime ferie) vi aggiorno un po':
  • Minutino: ormai ha un anno e mezzo e... è un capolavoro! Dice qualche parolina, ci fa gli scherzi e si nasconde, ride come un pazzo, mi corre incontro abbracciandomi quando rientro dal lavoro... Al nido si comporta benissimo e si è inserito in fretta senza il minimo trauma... Ha i suoi amichetti e gioca come un bimbo più grande della sua età! Purtroppo è sempre soggetto al catarro, ma non ha più avuto bronchiti... Speriamo!
  • Università: no comment. Mi manca l'ultimo esame, ma non so davvero quando riuscirò a darlo è, devo essere sincera, non ci voglio nemmeno pensare.
  • Lavoro: sono veramente contenta! È un ambiente molto stimolante, giovane, dove tra colleghi si collabora e ci si scambia opinioni... Essendo una scuola professionale è frequentata da ragazzi parecchio vivaci, anche per problemi familiari alle spalle che non danno tranquillità, quindi cerchiamo di prendere in mano il ragazzo nel suo complesso, non solo dal punto di vista scolastico, ma anche educativo... Bello! Certo, se sento qualcuno dire che gli insegnanti non fanno un ca..o lo strozzo così, su due piedi... Insegno dal lunedì al venerdì per 5 ore al giorno, ho chiesto di entrare sempre alla seconda ora per portare con calma il bimbo al nido e quindi me le faccio tutte filate (e se mi chiedono qualche supplenza le ore diventano 6)... In media 2 volte a settimana mi fermo anche al pomeriggio, il che vuol dire che la scuola finisce alle 14.30 e mangio qualcosa al volo o mi faccio bastare il panino dell'intervallo per ricominciare con colloqui, riunioni varie o corsi d'aggiornamento... Nell'ultimo mese ho mangiato spesso davanti al computer causa pagelle e programmazioni varie... È vero, se non mi fermo nel pomeriggio sono a casa per le 3, ma a parte il fatto che di solito 2 volte a settimana ricomincio subito alle 3 con le ripetizioni per non togliere tempo al pupo quando si sveglia, non è che il lavoro dell'insegnante finisca a scuola... Ci sono le lezioni da preparare, le mail d'aggiornamento con i colleghi su fatti accaduti di cui non si è avuto tempo di parlare di mattina, le verifiche da "inventare" (divise per alunni senza problemi, alunni dsa e alunni h) e poi da correggere (ne ho 75 da correggere in queste vacanze!!!)... Questo vuol dire che in media lavoro 2 ore la sera, messo a nanna il pargolo, e almeno 3-4 ore nel week end... Non si stacca mai con la testa, anche perché se tieni realmente ai ragazzi, i loro problemi te li ricordi in ogni momento... Poi certo, se volete dire che è un affare d'accordo, ma non perché non si fa niente... Perché, se fatto con passione, è il lavoro più bello del mondo! ;-)
Ne approfitto per farvi tantissimi auguri per il Santo Natale ormai alle porte... Chiedo per voi è per me solo tanta serenità! :-)


martedì 12 marzo 2013

Adotta una mamma-guru anche tu

Qualche tempo fa mi pare di avervi accennato che frequento il Consultorio del mio paesello (c'ha 7000 anime poerello, però qualcosa di interessante ce l'ha pure lui): prima ho fatto il corso di massaggio neonatale, poi con lo stesso gruppo di donne figlianti sono passata al "Cerchio delle mamme", ovvero una sorta di ritrovo in cui ciascuna parla liberamente di come si sente/quali sono le sue paturnie/quali follie è portata a fare ora che c'ha il pargolo ecc. ecc., il tutto mentre i figlioli si sollazzano - pure loro in cerchio - con una serie di giochini.
Un'iniziativa molto bella, secondo me: visto che nessuna delle mie amiche è ancora pupo-munita, non è trascurabile il fatto di avere la possibilità di parlare con altre mamme e confrontarsi su questo bellissimo ma enigmatico periodo. 
Ovviamente, come in ogni gruppo che si rispetti, c'è sempre (almeno) una che si distingue dalla massa: se durante il corso pre-parto e il primo corso di massaggio all'ASL (ah sì, ne ho fatti due, non si sa mai... :-D) c'era la mamma-logorroica, che in pratica parlava solo lei, in Consultorio c'è quella da me affettuosamente soprannominata mamma-guru. Cioè quella che non si capisce perché venga, visto che LEI SA TUTTO. E non solo sa, ma ti dà consigli non richiesti, perché tu, povera pecorella smarrita, senza le sue dritte saresti già rotolata nel burrone. Ho tralasciato di dire che il Cerchio è guidato da una Pedagogista (e pure mamma), quindi ecco, sarebbe lei quella deputata a indirizzarci sulla retta via e a dare spunti di riflessione. MA la mamma-guru sa che il suo ruolo è fondamentale, e proprio non può esimersi dal regalare le sue perle di saggezza, perché mica si può privare l'umanità di cotanto splendore, no?! E non sono tanto i consigli a stupire, ma proprio il tono con cui li propina, anzi direi li proclama... il tono da guru, appunto.
Comunque ora per vostra gioia esporrò anche a voi alcune delle sue mirabolanti scoperte, le prime che mi vengono in mente, così potete rendervi conto di quanto i suoi consigli siano illuminanti.

Si parlava di stiraggio.
"...E quindi ieri è passata mia zia e mi ha detto di darle tutta la roba che avevo da stirare. E io tac, gliel'ho data. RAGAZZE, FATEVI AIUTARE, EH. NON BISOGNA VERGOGNARSI DI CHIEDERE AIUTO, MI RACCOMANDO!"

Questa era una delle prime volte e io e le altre mamme abbiamo sbagliato approccio. C'è chi ha detto che a lei tutto sommato stirare non pesa, chi (cioè io) ha detto che generalmente lo fa quando c'è a casa anche il marito, e sposta l'asse in salotto di fronte alla TV così nel frattempo si sta insieme, si parla e il tempo passa meglio, chi ha detto che basta stendere bene e si stira la metà. ERRORE. La mamma-guru va assecondata, vietato proporre soluzioni alternative alle sue. Indi lei si è inviperita e ha detto che la facevamo sentire una m...a solo perché si era fatta aiutare. Al che io ho messo una pezza dicendo: "Beh ma fai benissimo se puoi, io non ce l'avrei una zia che passa e mi dice di darle la roba da stirare!". La mamma-guru si è rilassata e ha commentato: "Va beh, allora diciamo che più che essere una m...a sono FORTUNATA!". Felice per questa constatazione che l'ha fatta sentire superiore a tutte noi la conversazione è potuta continuare.

Argomento: uscite con le amiche e tempo libero ormai molto limitati.
"MA NON VI AIUTANO I VOSTRI MARITI?!? RAGAZZE, FATE FARE I PADRI AI VOSTRI MARITI EH!! Io una volta a settimana vado a pilates e non mi faccio il minimo problema, la bimba la tiene lui!".
Inutile controbattere con il fattore stanchezza o altro. 

Per la serie: essere mamme ma rimanere donne.
"RAGAZZE, PER PIACERE, DEPILATEVI! FATEVI I PELI DELLE GAMBE E I BAFFETTI, SE NO POVERI I VOSTRI MARITI! Pensate che una mia cliente (la mamma-guru è estetista, ndr) mi ha confidato che SE LO FACEVA INFILARE con addosso i pantaloni per non far sentire i peli al marito!".
Ha detto così, testuali parole, lo giuro. Roba che alla pedagogista è caduta la mascella. Ora, assodato che questa cliente ha seri problemi mentali, stabilito che depilata è meglio, ditemi se nel post-parto, quando trovare una mezz'oretta libera nella quale non si crolli dalla stanchezza per un qualche tipo di approccio pare un miraggio, il problema principale è la depilazione... ma vaff...va!
Ho tralasciato di dire che io mica vado dall'estetista, i peli me li faccio con il rasoio e via... se no la mamma-guru proprio mi radiava dalle sue conoscenze.

Se non ne avete avuto abbastanza, aggiungerò una postilla. La mamma-guru DEVE avere un/una figlio/a-guru, cioè che fa tutto PRIMA e MEGLIO degli altri. E in questo la nostra mamma-guru è stata fortunata, perché sua figlia è la più grande del gruppo e quindi parte avvantaggiata. MA quale delusione quando ha detto tronfia: "Le è spuntato il primo dentino!!!" e io, da mamma degenere quale sono, ho ribattuto: "Ah sì, mi sono dimenticata di dirvelo, anche a lui!". Comunque niente in confronto a quando ha visto che il mio cucciolo già gattonava, mentre la sua... NO!!! Quale affronto!!! Quando, 2 settimane dopo, anche sua figlia ha raggiunto l'agognata tappa, me l'ha fatto notare dopo 0,1 secondi che ero arrivata. OMMMIODDDIO.

All'inizio la mamma-guru mi indisponeva, tanto che ogni volta speravo che non ci fosse; poi ho capito come prenderla. La mando mentalmente a quel paese e le sorrido assentendo col capo, a volte facendo qualche tiepido commento. 
Sì, è vero, tante volte meriterebbe quelle pallonate in faccia che Mila Azuki si prendeva da Mister Daimon, ma in fondo ha seri problemi di insicurezza e li maschera facendo la sapientona.
Quindi ecco, il mio messaggio per voi è questo, care/i blogger: adottatela anche voi una mamma-guru, poerella. Ché se scopre che i suoi consigli non se li fila nessuno ne potrebbe davvero fare una malattia, eh.

martedì 30 ottobre 2012

Fortunata te che allatti!

Questo post è un po' l'evoluzione del precedente, quindi per le mie convinzioni di base sull'allattamento vi rimando a quello.


"Fortunata te che allatti" è una delle frasi che maggiormente mi sono state rivolte nei miei 3 mesi di allattamento al seno. Con una rapida indagine, ho scoperto che il 99% delle donne che la pronunciava non aveva potuto (o voluto) allattare. Quindi io, che mentre mangiavo avevo il baby attaccato alla tetta, ero mooolto fortunata, mentre loro, che avevano preso le pastiglie per non allattare e gli davano il biberon, anzi glielo facevano dare dal papà o dai nonni, erano delle povere sfigate. Eh beh, mi sembra ovvio.
Invece io dirò che l'allattamento è una fortuna per due soli motivi:
-per il pupo, che grazie al latte materno riceve molti anticorpi e un nutrimento sempre adeguato;
-per le finanze familiari.
E bon. Nient'altro a mio parere. Perché non diciamo cazzate: con i 40 gradi perenni di quest'estate, il baby attaccato per un'ora 7 volte al giorno, per un totale di 7 ore MINIMO, non mi pare denoti una fortuna sfacciata, proprio no. Non parliamo di quando si usciva: ok, come si suol dire, il latte del seno è sempre pronto. Peccato che nel pienone di una piazza durante le feste estive, così come al supermercato o altri luoghi molto pubblici, tirare fuori la tetta davanti a tutti non sia esattamente la cosa più naturale del mondo, perlomeno per me. E peccato si debba sempre pensare a cosa mettersi, perché non tutte le maglie consentono un allattamento agevole. Ok, ne avevo una fantastica della Prenatal che ho sfruttato tantissimo, fatta in modo tale che si apriva una fessura sopra il seno e in pratica non si vedeva nulla, però è l'unica che ho trovato. 
Per fortuna Giorgio dormiva anche 2-3 ore tra una poppata e l'altra, quindi calcolavo di uscire in quell'intervallo di tempo. Ma mi è capitato più volte di dover tornare a casa a corse. E non ditemi che il biberon è scomodo "perché bisogna scaldare l'acqua". Per piacere! Siamo nel 2012, si trova OVUNQUE un bar dov'è possibile farsi scaldare tutto ciò che si vuole! E se capita di andare fuori dal mondo - o se anche da voi all'ASL non hanno in dotazione lo scalda-biberon perché l'ostetrica è pro allattamento materno e discrimina chi si dà all'artificiale (!!!) - basta scaldare ben benone l'acqua a casa e metterla nel termos, in modo che duri anche per qualche ora. 
Parliamo poi della stanchezza generata dall'allattamento al seno: c'è chi ti vede lì con il bimbo in braccio mentre magari sei in gelateria e ti dice: "Ah, vedi che comodo? Non ti accorgi neanche!". Oh genio della lampada, sei tu che non ti accorgi perché non è alla tua di tetta che è attaccato il pupo! Dopo una poppata la mamma è stanca come dopo una corsa a perdifiato... ma ovviamente per chi non l'ha fatto è facile come bere un bicchier d'acqua!
Tutto questo genera sensi di colpa immotivati nelle donne che non allattano, oltre che una buona dose di ipocrisia. Per esempio, sempre al corso post-parto, una ragazza il mese scorso faceva mille scene dicendo che a casa aveva pianto più volte perché il suo latte non era abbastanza per la sua piccola di un mese, e quindi le doveva dare l'aggiunta. CHE ONTA, EH? -.-' L'ormai famosa ostetrica le ha fatto schiacciare un seno e ne è uscito un fiotto che quasi colpisce la mammina vicina - lo giuro. Quindi le ha consigliato di insistere, perché a quanto poteva vedere lei, di latte ne aveva eccome. La ragazza, parlando, si è contraddetta più volte e si è capito abbastanza palesemente che non è che di latte ne avesse poco, ma che dopo mezz'ora con attaccata la pupa si stancava e quindi va di biberon. Niente di male, basta dire le cose come stanno. Dopo di che è mancata un paio di settimane, poi è tornata e ha detto che in quei giorni aveva provato a dedicarsi solo ad allattare, ma era stato un incubo e quindi era arrivata alla decisione di smettere. Mentre la volta precedente guardava con disappunto le mamme con il biberon, a questo incontro se n'è stata zitta e muta e non ha più parlato di pianti - secondo me finti. Ma ha senso comportarsi così? Mah.

Detto questo, lo rifarei senza dubbio. Per il mio bimbo, questo e altro. Ma smettiamola di raccontare favole.

Ok, ora attirerò le ire di tutte le "tettalebane" del web, però è quello che penso e mi sentivo di dirlo. Amen. ;-)

venerdì 26 ottobre 2012

ImperfectWife e la mammitudine

Forse è giunto il momento di aggiornarvi un po' sul mio rapporto con la mammitudine. ;-)
Dunque, direi che ImperfectWife propabilmente è anche un'ImperfectMum, ma comunque si è trovata subito a suo agio nel ruolo di mamma. Non ho versato fiumi di lacrime nelle prime settimane, non mi sono mai fatta prendere dal panico stile: "Oddio, non ce la posso fare", credo di avere ormai superato il rischio baby blues. C'è da dire che Giorgio è un angelo, dorme un sacco tra un pasto e l'altro e piange veramente poco!
Forse anche il fatto di aver ricominciato presto a lavoricchiare e a studiare mi ha aiutata a non focalizzarmi solo sul baby, così mi sono abituata a non tenerlo sempre in braccio e a pensare ad altre cose. D'altra parte, sento però il bisogno di stare a contatto con altre mamme, quindi ho ricominciato ad andare una volta a settimana all'ASL, dove ho fatto il corso pre-parto, per fare degli incontri su cose come il massaggio neonatale. Anzi, visto che 2 ragazze hanno smesso di venire all'ASL e si sono spostate al consultorio, ho intenzione di andare anche lì tanto per avere più occasioni di socializzazione! Sono malata? :-D Mi sembra che questi momentin d'incontro mi facciano molto bene e ne apporfitto per fare varie domande su cose tipo l'allattamento, come è meglio che dorma il bambino, quando è giusto iniziare a metterlo nel seggiolone ecc. ecc. Non che questo significhi che io sia sempre d'accordo con quello che dice l'ostetrica, anzi. Mi sembra che viva un po' sulla luna 'sta donna, comunque il confronto è utile.
Per esempio, parliamo dell'allattamento: ho allattato Giorgio al seno fino ai 3 mesi, poi la mia produzione si è interrotta, probabilmente perché lui è passato velocissimamente da 7 a 4 pasti, stimolandomi sempre meno. Quindi, ora gli do tranquillamente l'artificiale. A questo proposito vorrei dire una cosa a gran voce: W L'ALLATTAMENTO MISTO!!! Da quando sono stata dimessa, 1-2 volte al giorno gli ho sempre dato l'aggiunta, come mi era stato consigliato in ospedale data la sua nascita prematura. Il mio pupo ha imparato a succhiare indifferentemente dal seno e dal biberon, senza minimamente avere problemi, e in questo modo è capitato che la domenica mattina, se avevo dormito poco la notte, il maritino mi lasciava riposare e dava lui da mangiare a Giorgio. Sembra una stupidaggine, ma poter tirare il fiato qualche volta, senza essere una latteria ambulante 24 ore su 24, a me ha giovato tantissimo. Ecco, l'ostetrica dell'ASL è contro l'aggiunta e, quando Giorgio è passato ai 4 pasti, mi ha detto che per non far interrompere la mia produzione dovevo attaccarlo più spesso. Peccato che lui dormisse tra un pasto e l'altro, e quindi a me non sembrava il caso svegliarlo... o no? Se per lui andava bene così perché tenerselo perennemente come appendice della tetta?! Stamattina una ragazza ha detto una frase che mi ha fatto riflettere: "Sì, allatto esclusivamente al seno, almeno in questo mi sono riscattata!" '-.- Cioè, avendo dovuto partorire con il cesareo, per lei poter allattare al seno è un "riscatto"... ma scherziamo?! Quindi, implicitamente, se non allatti sei una mamma a metà?! Io sono stata molto contenta di essere riuscita ad allattare per 3 mesi, e mi sembra già un buon risultato, ma non credo che mi sarei sentita incapace se non avessi potuto farlo. Anche dandogli il biberon si può guardare il bimbo negli occhi, lo si può coccolare, gli si può parlare dolcemente... mica bisogna essere per forza tetta forever!! Voi cosa ne pensate?!
Altro quesito: meglio che il pupo dorma nella culla o nel lettone? Giorgio ha sempre dormito nella culla con nostro immenso piacere, mentre l'ostetrica sostiene sia meglio nel lettone... ma da quando in qua?! Lei dice che in questo modo il pupo non si dimentica di respirare (?) perché sente il ritmo del rispiro dei genitori e si evitano così le morti in culla (cioé, se il maritino con la sua stazza si sdraia sul bimbo altro che morte in culla, eh)... inoltre in questo modo è più comodo per l'allattamento, così è possibile allattare da sdraiate e contemporaneamente dormire... Non so voi, ma io ad allattare da sdraiata non sono proprio mai riuscita... il bimbo quando ha pochi mesi mica è in grado di attaccarsi da solo al seno e se non è ben sostenuto non succhia... a me 'ste cose sembrano fantascienza!!
Perciò direi che la mia mammitudine è all'insegna del confronto, ma anche del "faccio come mi pare perché il meglio per il mio bimbo lo decido io con il buon senso"... Cosa ne dite? ;-)

mercoledì 14 settembre 2011

Tipologie di mamme (dei miei alunni)

Sono mesi che mi propongo di scrivere questo post, perché negli anni ho accumulato un campionario abbastanza vasto. ;-) Premetto che attualmente adoro tutte quelle che chiamo affettuosamente "le mie mamme", ma comunque non posso fare a meno di notare alcuni loro difettucci. Ovviamente quelle che, a conti fatti, hanno meno pregi che magagne, vengono irrimediabilmente scaricate.

La cafona arrivista: se la conosci la eviti: infatti me ne sono liberata dopo pochi mesi. La mamma in questione è ricca e spocchiosa, perciò convinta che il mondo ruoti attorno a lei. Ti fa sottilmente notare che in fondo devi ringraziarla se ti fa lavorare, è pretenziosa e si impiccia in ciò che fai limitando la tua libertà d'azione. Inneggia ai veri valori della vita e sostiene di insegnarli al figlio, salvo poi urlare come una scaricatrice di porto quando lui non la ascolta o sussurrargli:"Dai amore-tesoro-caro, studia così poi diventi notaio e la mamma ti compra uno studio grandissimo pieno di impiegate che fanno quello che vuoi"*.
Generalmente ha un figlio maleducato e convinto che tu sia al suo servizio, oltre che intellettivamente poco dotato (e che perciò notaio non diventerà mai).
Ovviamente i fallimenti del principino di famiglia - che ha 2/3 nomi aristocratici - sono imputati a te.
La tipologia è inoltre da evitare perché la mamma riccona ha il braccino corto, al punto di pagarti con le monetine per non darti un centesimo di mancia.

L'apprensiva ansiotica: vorrebbe che il figlio scavezzacollo fosse invece sempre preparatissimo, ha il terrore che lui le nasconda di avere una verifica proprio il giorno dopo e si affida a te come al Padre Eterno, usandoti spesso anche come psicologa personale: si fa infatti consigliare pressoché su tutto ciò che riguarda la vita scolastica del pargolo (e non solo), dandoti certo innumerevoli soddisfazioni. Tranne quando ti chiama durante o dopo cena tenedoti al telefono mezz'ora, o quando ti rincorre mentre te ne vai e sono già le 8 di sera.

La ritardataria cronica: arriva sempre con minimo 10 minuti di ritardo e scarica la colpa sul figlio. Viene a riprenderselo con un ritardo ancora maggiore invocando terribili cause sovrannaturali. E' quindi consigliabile appiopparle le lezioni di fine giornata. Di solito si sente terribilmente in colpa per la sua mancanza di puntualità e si scusa per mezzo di mancette o regalini. Se invece non si scusa mai è una cafona e va scaricata.

L'insicura: si porta dietro un bagaglio di insicurezze risalente al suo passato scolastico non proprio impeccabile. Vorrebbe che il figlio fosse un genio per riscattare i suoi fallimenti e il fatto che lui invece non lo sia la scaraventa in un pessimismo apocalittico. Chiede continue conferme e le tue rassicurazioni la rasserenano.

La castrante: sostiene che il figlio è un senza-palle (ahimé anche davanti a lui) e non si rende conto che è il suo fare aggressivo a privarlo degli attributi. Lo sottovaluta e non lo ritiene capace di organizzarsi, quindi pensa a tutto lei, al punto che lui a malapena sa quando deve venire a lezione. Di positivo ha che perlomeno crede in te e spera che tu sia in grado di restituirle un figlio migliore.

La mamma fantasma: non si vede e non si sente: porta il figlio senza scendere dalla macchina, lo viene a riprendere e fugge via senza parlarti. Non sai se le interessi sapere come stanno andando le cose e quindi ti chiedi per quale motivo continuiate il vostro rapporto lavorativo. Hai il dubbio che ti usi solo come baby sitter.

La severa dolcissima: altrimenti detta mamma ideale. Alla categoria appartiene chiaramente mamma B. Sebbene la definizione sembri ossimorica, in realtà i due concetti si sposano a meraviglia: sa essere severa e tiene molto all'istruzione dei figli, ma al contempo sprigiona dolcezza sia con te che con loro. E' capace di crescerli equilibrati e sebbene abbiano qualche difficoltà scolastica sa coltivare la loro autostima, rendendoli consapevoli dei propri limiti ma comunque sicuri di se stessi. Ti adora e ti riempie di attenzioni ripetendoti spesso:"Come faremmo senza di te!". Anche tu la adori, è ovvio.
(Non serve dire che questa è la mamma che in un futuro vorrei essere io).

*Giuro che la frase in questione è stata realmente pronunciata. No, non ci crederei nemmeno io se non l'avessi sentita con le mie orecchie. Sì, impiegate di tutto il mondo, unitevi e lapidatela.

Se vi va, mamme blogger, ora potete dirmi a quale categoria pensate di appartenere voi. ;-)

martedì 19 luglio 2011

Desperate housewives

Stasera ho voglia di fare la vecchia zitella inacidita. Che mica si può essere sempre buoni e carini e coccolosi, no? ;-)
Dunque, ieri sera sono andata a vedere la festa finale del Centro Ricreativo Estivo del mio paesello; memore dei tanti anni passati come animatrice cerco di non perdermi questo appuntamento annuale... mi regala sempre qualche bella emozione!
Anche stavolta sono stata presa da quella dolce malinconia che viene quando si pensa a un periodo della propria vita definitivamente finito e che però è stato importantissimo...
Ma sto divagando e sto diventando melensa, invece vi avevo promesso un po' di sana acidità!!! :-D
Vengo al punto: nel corso della festa c'è stato per la prima volta un balletto diverso dal solito... interpretato nientemeno che dalle mamme che aiutano a vario titolo durante il mese di CRE. Ora, io non ho niente contro le mamme, ma la cosa mi è sembrata abbastanza triste: i protagonisti del CRE sono i bambini, e già è difficile riuscire a far partecipare tutti loro come si deve a quella che è la LORO festa... E queste cosa fanno? Rubano la scena ai loro figli per avere un minuto di celebrità... ma dai! Per giunta ballando una canzone non esattamente di buon gusto, perlomeno in quel contesto...


"Questa non è una canzone spinta ma è soltanto il ballo della casalinga"... "ma esta noche seguro che ancor la casalinga vuol fare l'amor"... "lei è fatta così e a scopare le gusta sì"... Be' direi che i sottintesi non ve li devo spiegare io ;-)! Non voglio fare la bigottona, però penso che c'è luogo e luogo per fare certi tipi di ironia. Davanti a 200 bambini e ragazzini (e a preti e suore) NON è LUOGO. Cioè, io me lo immagino il figlio di ste qua che dice agli amichetti: "Eh a mia mamma piace scopare"... ma vi pare?!? Per non parlare dei mariti che si confidano al bar: "Sì, mia moglie adora quel balletto della casalinga porca, però a me non la dà mai"... :-D
Mah, io sono rimasta quell'attimino basita... e anche il maritino, che come sempre ha detto che sono una bacchettona, ha ammesso che non mi permetterà mai di fare una cosa simile!
E voi amiche virtuali... cosa ne pensate? Sono io una moralista acidona o sono queste mamme ad avere un filino esagerato? Il vostro parere mi interessa proprio!!