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martedì 29 marzo 2011

Propositi primaverili

Di solito la gente comune fa la lista dei buoni propositi all'inizio dell'anno. Io, che forse tanto normale non sono ;-), la faccio adesso che è cominciata la primavera, perché penso che dopo i torpori invernali vadano prese decisioni drastiche. In questi giorni ho riflettuto parecchio nei momenti in cui sono stata sola con me stessa e mi sono resa conto di alcune cosette.
In primis, voglio tornare a sorridere più spesso. Non sono una musona, per carità, e anzi non sopporto chi se ne va sempre in giro con una faccia da funerale come se c'avesse tutte le rogne del mondo. Le persone mi hanno sempre detto che la parte migliore di me è il mio sorriso, la mia espressione solare. Be', pensandoci, non so se ce l'ho ancora così spesso come un tempo. Sono sempre di corsa, ho mille cose per la testa. Sono nervosa. Un paio di settimane fa mi sono accorta con sgomento che mentre parlavo di cose sgradevoli le mani mi tremavano e non riuscivo a farle smettere. Ho i nervi tesi, ecco. Che poi il perché di preciso mica lo so. Però è così e ne devo prendere atto. Indi, occorre staccare la spina, ogni tanto. Mi do un sacco di doveri, di compiti. Il mio super io ha sempre di gran lunga battuto l'es. Ma adesso devo cercare di bilanciare le cose e tornare a sorridere come prima. Credo di essere stressata (oh, una che non c'ha un lavoro a contratto stressata?! :-o Si può dire?! Ebbene, mi sa di sì). ;-)
Il secondo proposito è smettere di dare peso e importanza a persone che non ne hanno assolutamente. Oserei dire che è parecchio collegato a quello sopra, perché troppo spesso negli ultimi mesi ho perso la mia serenità per gente che non merita la minima stima. Io prendo tutto di petto, non tollero le ingiustizie, i paraculo, i falsi. Sicuramente non cambierò in questo, ma ho deciso che devo imparare a farmi scivolare addosso ciò che non mi sta bene.
Al terzo posto ci metto la risoluta intenzione a tornare ad essere una sportiva come si deve. Che non vuol dire lavare i pavimenti, sollevare le borse della spesa, fare le scale 30 volte al giorno. Nossignore. Vuol dire andare a correre, almeno una volta a settimana. E fare qualche addominale prima di andare a letto. Sabato ho inaugurato la stagione con una corsetta di 25 minuti, ma spero non sia stato un episodio isolato. Anche perché sento che il mio corpo ne ha bisogno: sono due mesi che il mio stomaco mi fa disperare, il dottore dice che è gastrite. Mi sto curando ma non vedo molti benefici. Di qui - e torniamo al punto primo - uno dei motivi per cui non sorrido poi molto ultimamente. Passare le giornate con la testa che scoppia a causa della cattiva digestione non è esattamente divertente. E' una palla pazzesca, oh. Chissà che un po' di sport mi faccia sentire meno appesantita.
Last but not least, devo finire il mio racconto per il concorso, anche perché ormai si avvicina la data di scadenza. Sono partita bene e poi mi sono un po' arenata, mi manca il passettino finale. Devo darmi una mossa.

Bene, ora vi chiederete come mai vi rendo partecipi dei miei pallosissimi obiettivi primaverili. Ma è chiaro, no? Perché voi dovete aiutarmi a rispettarli. Tipo che ogni tanto dovete mettermi qualche commento stile: "Oh, Imperfect, quante volte hai sorriso oggi?", "Bradipona, quanti km ti sei fatta sta settimana?" :-D Mi raccomando, conto su di voi!

Che poi, domani io e il maritino festeggiamo 10 MESI DI MATRIMONIO. Mi sembra un motivo più che degno per sorridere, no? Ecco, quando guardo lui sorrido sempre. :-)

sabato 12 febbraio 2011

Piccoli assaggi di primavera

Come dicevo qualche post fa, mi sono convinta di essere in primavera viste queste stupende giornate di sole. Ordunque :-D, oggi mi sono fatta una bella passeggiatina da casa mia a quella dei miei e ritorno, principalmente per tre motivi:
1. combattere il rincaro della benzina;
2. combattere l'eccesso di smog;
3. last but not least, combattere l'avanzata di panza e fianchi.
Detto questo, mi sono ritrovata a guardare il mio paesello con occhi diversi, quasi come se lo vedessi per la prima volta. E mi sono quasi stupita di trovarlo così bello, con le sue colline e le sue casette colorate, così perfetto per me. Mi sono ricordata di quando, ai tempi dell'università, tornando da Milano verso sera e rivedendo il paesaggio collinare avevo proprio la sensazione di essere a casa. Non sono una cittadina, no. Non lo sarò mai.
Ed è stato ancora più bello tirare fuori dalla borsa il libro appena preso in biblioteca, sfogliarlo mentre camminavo, e sapere che la mia vita non sarebbe la stessa senza i miei amati libri.
Quando poi ho inforcato la macchina e mi sono diretta dal mio alunno, ho abbassato i finestrini e mi sono messa a cantare.
Insomma, se non l'aveste capito, a me il sole mette di buonumore. :-)