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lunedì 20 giugno 2011

Un lungo week end

...E ti ritrovi così, sotto le coperte con le gambe pesanti e doloranti, le guance bruciate dal sole, la testa piena di pensieri... Sorridi, perché ti rendi conto che sei ancora capace di ridere come i bambini, di vivere con spensieratezza... perché basta un pallone per sentirti giovane e forte e piena di entusiasmo... e perché avere Lui vicino e ridere insieme ti dà tanta energia...
Anche se poi proprio spensierata non sei... che comunque 26 anni e un matrimonio ti danno quella consapevolezza che ti fa sentire "grande"... adulta... e allora ti chiedi se hai le idee chiare o se forse non hai ancora capito cosa ti aspetti dalla vita... perché vedi il tuo futuro non proprio certo, anche se magari per come sei è meglio così, altrimenti troppe certezze ti darebbero noia... Ti ritrovi tra i giovani ragazzotti e quelli che sono già genitori, e tu sei in mezzo, né carne né pesce... senza capire a quale delle categorie vorresti appartenere, senza sapere qual è la tua direzione...
E ti senti ancora un po' bambina, e vorresti avere qualcuno che ti guida, perché non è facile districarsi tra i sentieri della vita.
Però questa vita è così bella. E il sole c'era fuori (finalmente), ma ce l'hai anche dentro... e speri che continui a bruciare, a darti la gioia di ESSERCI, comunque vada.

venerdì 1 aprile 2011

Brandelli di vita

...e insomma ho questa docente di fisiologia che non è esattamente bella, però è molto intelligente. Ho chiesto ad un mio compagno se lo affascinasse nonostante l'aspetto fisico vista la sua preparazione, e lui mi ha detto: "No, ma scherzi? Poi ha aggiunto: "Sono stupido e superficiale?", ma io l'ho tranquillizzato: "No no, tranquillo, non sei superficiale, sei un uomo"...

..."Eh l'altro mio figlio è in seminario"
"Ah sì? Ma a che età è entrato?"
"Tardi, a 24 anni, pensi che era già laureato"
"Ah. Ma non aveva mai manifestato... sì, insomma, la vocazione?"
"No no, era un ragazzo normalissimo, parlava pure spesso di ragazze, diceva che gli piacevano bionde..."
"Ah, quindi non aveva tend..." ...

..."Sì noi viviamo in provincia, abbiamo fatto un sacco di strada per venire qui"
"Ah sì? Ma cosa c'è in provincia? C'è qualcosa? C'è la noia eh?"
...
"In città è diverso, certo magari da voi in provincia..."
...
"Ah, cose un po' provincialotte"...

..."Ma Eco com'è?"
"Bravo, uno scrittore eccellente"
"No, intendo fisicamente... Cioè, quanti anni ha? E ha la barba? E' un barbone?"...

Ieri sera sono stata a Milano. Ho assistito ad una conferenza di Umberto Eco a proposito di Dante e della sua ricerca/invenzione del "volgare illustre", ovvero di una lingua di riferimento per gli italiani. Un intervento molto interessante, fatto da una prospettiva inusuale. Sagace, brillante, coinvolgente Eco.
All'ingresso c'era una coda spropositata. In queste situazioni, viene fuori il mio sguardo antropologico. Osservo e ascolto la gente, la guardo dal di fuori anche quando sono io stessa coinvolta nella conversazione. Sorrido delle manie, delle stranezze, dei luoghi comuni tipici dell'essere umano.

E' stata una bella serata, un soffio di vita. Rivedere Milano, ascoltare uno dei miei intellettuali preferiti, incontrare tante persone. Tornare ad essere un po' bambina, con i miei che mi accompagnavano orgogliosi.
Amo il mio paesino provinciale (provincialotto?), ma a volte ho bisogno del fascino della città. ;-)