Visualizzazione post con etichetta università. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta università. Mostra tutti i post

domenica 22 dicembre 2013

Chi non muore...

...si rivede! Mi sento terribilmente in colpa per aver interrotto di colpo gli aggiornamenti, ma sono stata risucchiata dal vortice scuola/casa/pupo e, anche se leggo sempre tutti i blog a cui sono affezionata, proprio non mi andava di scrivere un nuovo post!
In vista delle feste (e delle benedettissime ferie) vi aggiorno un po':
  • Minutino: ormai ha un anno e mezzo e... è un capolavoro! Dice qualche parolina, ci fa gli scherzi e si nasconde, ride come un pazzo, mi corre incontro abbracciandomi quando rientro dal lavoro... Al nido si comporta benissimo e si è inserito in fretta senza il minimo trauma... Ha i suoi amichetti e gioca come un bimbo più grande della sua età! Purtroppo è sempre soggetto al catarro, ma non ha più avuto bronchiti... Speriamo!
  • Università: no comment. Mi manca l'ultimo esame, ma non so davvero quando riuscirò a darlo è, devo essere sincera, non ci voglio nemmeno pensare.
  • Lavoro: sono veramente contenta! È un ambiente molto stimolante, giovane, dove tra colleghi si collabora e ci si scambia opinioni... Essendo una scuola professionale è frequentata da ragazzi parecchio vivaci, anche per problemi familiari alle spalle che non danno tranquillità, quindi cerchiamo di prendere in mano il ragazzo nel suo complesso, non solo dal punto di vista scolastico, ma anche educativo... Bello! Certo, se sento qualcuno dire che gli insegnanti non fanno un ca..o lo strozzo così, su due piedi... Insegno dal lunedì al venerdì per 5 ore al giorno, ho chiesto di entrare sempre alla seconda ora per portare con calma il bimbo al nido e quindi me le faccio tutte filate (e se mi chiedono qualche supplenza le ore diventano 6)... In media 2 volte a settimana mi fermo anche al pomeriggio, il che vuol dire che la scuola finisce alle 14.30 e mangio qualcosa al volo o mi faccio bastare il panino dell'intervallo per ricominciare con colloqui, riunioni varie o corsi d'aggiornamento... Nell'ultimo mese ho mangiato spesso davanti al computer causa pagelle e programmazioni varie... È vero, se non mi fermo nel pomeriggio sono a casa per le 3, ma a parte il fatto che di solito 2 volte a settimana ricomincio subito alle 3 con le ripetizioni per non togliere tempo al pupo quando si sveglia, non è che il lavoro dell'insegnante finisca a scuola... Ci sono le lezioni da preparare, le mail d'aggiornamento con i colleghi su fatti accaduti di cui non si è avuto tempo di parlare di mattina, le verifiche da "inventare" (divise per alunni senza problemi, alunni dsa e alunni h) e poi da correggere (ne ho 75 da correggere in queste vacanze!!!)... Questo vuol dire che in media lavoro 2 ore la sera, messo a nanna il pargolo, e almeno 3-4 ore nel week end... Non si stacca mai con la testa, anche perché se tieni realmente ai ragazzi, i loro problemi te li ricordi in ogni momento... Poi certo, se volete dire che è un affare d'accordo, ma non perché non si fa niente... Perché, se fatto con passione, è il lavoro più bello del mondo! ;-)
Ne approfitto per farvi tantissimi auguri per il Santo Natale ormai alle porte... Chiedo per voi è per me solo tanta serenità! :-)


venerdì 15 febbraio 2013

Orgoglio

Ci sono cose che ho fatto di cui vado fiera. E chi mi conosce bene sa che non sono una che si monta molto facilmente, soprattutto perché c'ho un super io freudiano che la metà basta (tipo, ieri ho dato un altro esame, 1200 pag. di Storia Romana, e ho preso 30 e lode. 30 e lode caxxo, studiando la notte e negli interstizi di tempo. E la prima cosa che ho pensato è stata che avevo fatto il mio dovere. Va beh.).


Però vado fiera di essere una donna con le palle. Stasera mi veniva in mente 'sta cosa e ho voglia di raccontarvela.

Ai tempi dell'organizzazione del mio matrimonio mio cugino stava con una che io detesto. Una che è stronza fino al midollo, falsa, subdola, paranoica e pure un po' squilibrata, secondo me. Che con la forza dell'invidia mi ha davvero fatto del male. Mio cugino, che ci si è messo insieme quando i nostri rapporti si erano già incrinati, poveretto, si è subito la situazione. Devo ammettere che non ci frequentiamo molto, però siamo sempre andati d'accordo, e quando lo incontravo insieme a lei la situazione era abbastanza penosa.
Perciò, quando compilavo la lista degli invitati alle nozze, a volte la inserivo e a volte la toglievo. A seconda dell'umore del momento. Poi capita che mi iscrivo a FB, che fino ad allora avevo sempre snobbato. Pur non avendo la sua amicizia, riuscivo a leggere la sua bacheca, che a quanto pare non aveva le restrizioni della privacy. Ed ecco che snasando trovo dei commenti palesemente riferiti a me di una cattiveria inaudita, ma davvero.
Decido che no, al mio matrimonio non ci può essere, mi rovinerebbe la giornata che aspetto da tutta la vita. Ne parlo con il maritino, e lui mi dice di fare quello che sento. Quindi mando un sms al cugino e gli propongo una merenda insieme per fare una chiacchierata. Lui accetta e ci ritroviamo in pasticceria e parlare di tutto e un po', giusto per prendere tempo. Poi prendo coraggio e gli dico: "Guarda, penso che immagini perché ti ho chiesto di venire qui. Non so se invitare o meno la tua morosa al mio matrimonio. Cioè, mi ha fatto delle cose proprio brutte, e io non vorrei invitarla. Però, se tu ti offendi e vuoi che lei ci sia, altrimenti non vieni, allora la invito, perché sei mio cugino, ti voglio bene e non puoi mancare". Il tutto fissandolo negli occhi. Lui, che è una persona intelligente, mi risponde: "Non preoccuparti, se non vuoi invitarla io vengo comunque, non mancherei mai. È il tuo matrimonio e nessuno te lo deve rovinare" (sotto sotto secondo me sapeva che avevo ragione io).
Indi, baci abbracci e saluti affettuosi, ce ne andiamo ognuno a casa nostra e cancello la perfida dalla lista. Giuro, mia mamma quando l'ha saputo non se ne capacitava. :-D

Voci dicono che la signorina non l'avesse presa bene e che avesse detto a una signora del paese: "Lei non ha ancora capito che anch'io faccio parte della famiglia ormai".

Ebbene, da un annetto a questa parte la coppia è scoppiata. Mio cugino se l'è sopportata anche troppo. E io sono troppo orgogliosa di non averla invitata, visto poi com'è andata a finire.
La morale della favola è: bisogna sempre fare ciò che ci si sente di fare. ;-)

mercoledì 17 ottobre 2012

Robe da non credere

Perché la burocrazia italiana, e in special modo quella universitaria, assume contorni che hanno dell'incredibile. E dell'assurdo. Non so neanche da che parte cominciare a raccontare, ma mi sa che è meglio partire dall'inizio. Sicuramente sarò confusa, ma visto che è uno sfogo mi perdonerete, lo so.
Diciamo che, avendo io già due lauree, una triennale e una magistrale, e dovendo in pratica fare solo un percorso abbreviato per ottenerne una terza, con vari esami della precedente carriera che mi vengono riconosciuti, le cose sono già di per sè complesse. Per questo motivo, non ho potuto compilare il piano di studi direttamente on line, ma ho dovuto farne uno cartaceo per far quadrare tutto. L'ho lasciato sulla scrivania del prof. che doveva approvarlo ancora questa primavera (tipo ad aprile), e lui mi ha fatto sapere a GIUGNO che c'era qualcosa che non quadrava... Fortunatamente sono riuscita a incastrare un colloquio con lui in un giorno in cui avevo un esame (quello che ho dato a 6 GIORNI dal parto) e dopo un paio di modifiche blande tutto sembrava a posto. Un paio di giorni dopo sono stata contatta dalla segretaria dell'uni, che mi ha detto che nel mio piano di studi c'erano dei problemi... che il prof. non aveva riscontrato, anzi aveva contribuito a creare. -.-' Grazie al cielo ho trovato la segretaria più sveglia dell'universo - cosa assai rara nella mia esperienza universitaria precedente - e anche molto gentile, che saputa la mia situazione mi ha evitato un ulteriore viaggio a Milano e mi ha mandato per posta i documenti da modificare, studiando al meglio la situazione dei miei crediti riconosciuti. Mi ha dato le dritte giuste e così, dopo il parto, ho rispedito tutto convinta che il peggio fosse passato. La segretaria mi ha scritto via mail dicendomi che per l'approvazione definitiva avrei dovuto aspettare settembre, perché ormai tutti i prof. erano in ferie. Ma ad agosto, bazzicando sulla pagina della mia carriera on line, scopro che l'esame di Storia della Lingua Italiana che avevo sostenuto a giugno per 12 cfu mi è stato registrato da 9 cfu. Mi prende un colpo e inizio a tartassare di mail la segreteria, da cui mi viene risposto che è IMPOSSIBILE sostenere quell'esame da 12 cfu, perché il regolamento di facoltà non lo consente... Io allora mando una mail infuocata, dicendo che mi è stato permesso mettere questo esame da 12 cfu nel mio piano di studi (cfu necessari per accedere all'insegnamento) e che sul mio libretto questo esame è stato appunto registrato da 12 cfu. Scrivo anche alla professoressa, che si mette pure lei in contatto con la segreteria: salta fuori l'inghippo, e cioè che per questo insegnamento è possibile sostenere due esami da 6 cfu, ma non uno solo da 12... no cioè, PARLIAMONE. O_o Pare che nemmeno la prof. lo sapesse, guarda un po'. Però forse il mio tono ha smosso un po' i c--i dell'intera segreteria e quindi è spuntata la soluzione: la prof. deve passare in segreteria a correggere il verbale dell'esame (non so nemmeno se sia una cosa legale, in realtà) scrivendo che l'ho sostenuto da 6 cfu, e poi potrò verbalizzare ad un prossimo appello un altro esame da 6 cfu... per un totale di 12 cfu totali... olè! Peccato che la prof. a tutt'oggi non abbia fatto nulla e non abbia nemmeno più risposto alle mie mail... spero che sistemi tutto al più presto, anche se per fortuna ho dalla mia tutto l'infinito scambio di mail con la segreteria che testimonia la mia buona fede e il fatto che io mi sia mossa per tempo.

Ecco, questo è quello che proprio non mi mancava dell'università.

Altre cose, invece, mi mancavano, come il profumo dei libri, il conto delle pagine che calano a mano a mano che vengono studiate, la voglia di raccontare al maritino e alla mother le cose interessanti scoperte. Dio, come mi mancavano. Ma questa è un'altra storia.

Tanto per aggiornarvi, visto che latito di brutto ultimamente, ecco la mia situazione universitaria: ho dato 3 esami dal 23 maggio al 18 giugno, portando a a casa un 28, un 29 e un 30... massima soddisfazione!! :-) Poi ho ben pensato di farne un altro il 2 ottobre, studiando con Giorgio in braccio o mentre dormiva, saltando il pranzo quando il maritino non tornava dal lavoro in modo da ottimizzare i tempi... scoprendo 24 ore prima che il prof. sia era sbagliato a dirmi il programma per i non frequentanti via mail e che quindi dovevo aggiungere due saggi per un totale di 100 pag., lette alla bell'e meglio la mattina stessa dell'esame (che per fortuna è stato di pomeriggio)... Nonostante tutto, e nonostante un'interrogazione surreale con domande assurde, ho portato a casa un 25, che per una perfezionista come me non è proprio il massimo, ma che mi devo convincere che sia stato un risultato meraviglioso a 3 mesi dal parto! ;-)
Ora mi mancano 3 esami tosti più la tesi... vediamo cosa riesco a fare! Pregate per me! ;-)

Quando Giorgio ha compiuto un mese ho ricominciato le ripetizioni per 2 ore a settimana... dai primi di settembre le ore sono diventate 5, poi 10, poi 15... Di solito tengo il cucciolotto con me, perché incastro le ore nei momenti in cui dorme... In alcuni casi invece lo lascio ai nonni, anche se con qualche senso di colpa... ma direi che per ora l'organizzazione è ok!

Giorgio sta bene, pesa più di 6 kg e soprattutto è un angelo che sorride sempre e mi dà le gioie più grandi!! Spero di riuscire ad aggiornarvi più spesso d'ora in poi!

mercoledì 30 maggio 2012

Pensieri sparsi

Ho dieci minuti di tempo prima di mettermi a studiare, ma voglio assolutamente aggiornarvi... Vi lascio questa sorta di Zibaldone, vedete se riuscite a districarvi un po' ;-) :

-il primo esame, letteratura italiana, è andato... un 29 sudato di notte e negli interstizi di tempo, che mi ha fatto pensare che tutto sommato non ho perso smalto;
-ieri io e il maritino abbiamo festeggiato 2 ANNI di matrimonio, e ho passato la giornata con l'umore alle stelle;
-oggi ero già più incazzosa, ché martedì c'ho il secondo esame e sono in corsa contro il tempo;
-il pupo pesa 1,6 kg e io 9 kg in più;
-i miei alunni hanno verfiche fino all'ultimo giorno utile e stanno esaurendo i miei neuroni, ma comunque ho deciso che li amo tutti (o quasi) per le soddisfazioni che mi stanno dando;
-anche una ritardataria cronica come me ha preparato - non si sa come - una sorta di corredino: Minutino vanta 5 body, 5 tutine, 8 paia di calzine e un numero imprecisato di bavaglie... insomma, per lo meno l'indispensabile per l'ospedale;
-io ho ben 6 super sexi mutande di rete e un pacco di assorbentoni che solo al vederli mi mettono angoscia;
-mi è venuto il feticismo della pancia, e appena sono sola me la guardo tutta incantata, anche se è enorme (PS: le presunte SM-GL-ATU-E paiono scomparse, beate creme!!);
-mi sono iscritta al corso preparto e ieri ho fatto la prima "lezione": trovarsi tra panzone è una cosa simpatica e carina;
-c'è gente che ancora non si rassegna al fatto che non vogliamo sapere il sesso del baby e io godo sadicamente per la loro smodata curiosità, che supera di gran lunga la mia;
-a tutte le donne incinte crescono le tette, a me no. Affronto la cosa con malcelato disappunto;
-sogno le 3/4 settimane di riposo che mi aspettano appena lavorerò un po' meno e smetterò di studiare.

Tempo scaduto!! Un bacione!!

domenica 6 maggio 2012

Del mio rapimento alieno e altre storie

Ebbene sì, ci sono ancora!!
Come ho accennato nel titolo, NON CI CREDERETE MAI, ma gli alieni mi hanno tenuto parecchio impegnata in questo mese... sìsì... Tutto ciò che raccontano a Mistero è VERO!!!
Ah, non attacca?! Ok, diciamo che sono stata parecchio impegnata... e lo sono ancora, in realtà... Del tipo che per fortuna la gravidanza mi fa prendere tutto con filosofia, altrimenti sarei già vittima di una potente nevrosi! ;-)
Per cominciare negli ultimi mesi ho ricominciato a collaborare seriamente con quella rivista per cui avevo già fatto altri lavori: correzione di bozze in generale, ma ho fatto anche un'intervista per un articolo tutto mio... non potevo rinunciare a questa opportunità, no?
Poi i miei soliti alunni, che ovviamente non posso abbandonare perlomeno fino a quando sarà finito l'anno scolastico... e devo dire che anche loro ce la stanno mettendo tutta, sono molto orgogliosa!! :-)
E non dimentichiamo che ho avuto la folle idea di reiscrivermi all'uni... non essendo una tipa esigente ho giusto programmato di dare 3 esami in questa sessione, roba che ancora un po' e partorirò in cattedra :-D...
Nel frattempo la panza avanza, anche se per fortuna sto bene... Solito prurito e un po' di mal di stomaco, ma per il resto nessun disguido... A forza di creme e oli sono persino scomparse le odiate sm-gl--t-re, o almeno così sembra... forse sono rimaste molto sottili, mah, MISTERO! :-D
Ogni tanto mi chiedo se io non sia terribilmente indietro con tutti i preparativi, tipo che il baby al momento vanta un meraviglioso guardaroba di 5 body e 3 paia di calzine... e BASTA. E io non ho uno straccio di camicia da notte utile, né le fantomatiche e orrende mutande di carta che non so nemmeno a cosa servano, né niente di niente.
Ma sopravviveremo, of course.

venerdì 27 gennaio 2012

Un nuovo capitolo

Sono mesi che devo scrivere questo post. Eravamo rimasti qui, e non crediate che non ci abbia più pensato, anzi. Ho semplicemente rimandato di qualche mese la mia decisione, dato che dopo il colloquio con il prof. dell'ateneo della Little City, dove ho preso la laurea triennale, ho scoperto che le cose erano burocraticamente troppo complesse e avrei praticamente dovuto rifare due anni interi di università per poter accumulare tutti i crediti necessari all'insegnamento (non chiedetemi perché in Italia rendano le cose sempre assurdamente complesse, mi sono già prodotta in insulti impronunciabili in solitudine). La cosa positiva è che invece, nell'ateneo della Big City, dove ho preso la laurea magistrale, le procedure sono decisamente più snelle e l'iscrizione tardiva è permessa ad libitum. Così, settimana scorsa ho avuto il colloquio per il riconoscimento dei crediti e sembra che debba recuperare "solo" 7 esami, cosa decisamente più ragionevole. Ecco, pare che mi immatricoli... Inizierò a dare gli esami nella sessione di maggio, giugno e luglio (quando presumibilmente partorirò sulla cattedra di qualche professore :-D).
Lo so, ditemelo che è un suicidio rimettermi a studiare proprio adesso... con la panza in crescita, i miei alunni da portare avanti, la stanchezza e tutto il resto. Però ci voglio provare. Senza puntare all'eccellenza come ho sempre fatto, decisa ad accettare qualsiasi voto solo per raggiungere l'obiettivo di quei maledetti crediti che mi apriranno una strada nuova. Mi è persino tornato un po' di entusiasmo per lo studio, ho recuperato vari libri e fatto un piano organizzativo. Tutto sommato, ce la posso fare. Poi dai, credo che qualunque prof vedendomi al suo cospetto in stile foca gigante, con rivoli di sudore qua e là, non potrà che sentire una certa compassione... almeno un 18 riuscirò a strapparlo, no? :-D
A parte gli scherzi, anch'io mi stupisco di questa nuova fiducia. Forse arriva per trasfusione da tutte le persone che ho intorno: pare che tutti siano convinti che sarà un successo. Mi commuovo persino vedendo come il maritino, o i miei, mi vedano capace di fare questo passo senza nutrire il minimo dubbio.
So di essere molto fortunata a poter contare sul loro appoggio, per questo non li deluderò. E non deluderò nemmeno me stessa.

venerdì 16 settembre 2011

Colpi di testa

Sì, sto per fare un colpo di testa. Ma non l'ho ancora fatto, perciò se pensate che io stia compiendo uno sbaglio madornale avvisatemi, please. Riempitemi il blog di commenti e la casella mail di messaggi minacciosi. Siate convincenti, perché pare che ormai la decisione sia presa. Dal mio cervello e dal mio cuore, senza che mi abbiano consultato. Io infatti sono spaventata a morte.
Dunque, non so nemmeno da dove cominciare. In realtà il pensiero mi sfiora da un po', ma fino a martedì era appunto solo uno "sfiorare". Ieri invece mi è partito l'embolo, e ho deciso in men che non si dica. Siete curiose, lo so... ecco, uff... mi riiscrivo all'università. L'ho detto. Cioè, ma roba da matti. Sono passati quasi due anni dalla mia laurea magistrale. E avevo giurato che non avrei più dato un esame in vita mia.
E però. Però a quasi due anni dalla laurea sono ancora qui, senza aver fatto molti passi avanti. Di mettere tutto nel cassetto non mi va. Ma pare che con un anno e mezzo di ulteriori fatiche io possa integrare gli esami che mi mancano per poter accedere all'insegnamento. Già. E non ditemi che il mondo della scuola è pieno di precari, perché tanto ormai va così in tutti i settori. Gli unici miei ex compagni che hanno un minimo di stabilità sono proprio quelli che hanno preso questa via. Poi magari me ne pentirò amaramente eh, che d'altronde nel mondo del lavoro, almeno in Italia, ci vuole solo una cosa: il culo. Questo sarà l'ultimo tentativo prima che mi decida ad aprire una pasticceria.
:-D Sì dai, fatemi ironizzare un po' se no piango. Son due giorni che piango. Un po' piango e un po' son contenta, perché mi sembra di aver tirato fuori le palle per riprendere in mano la mia vita lavorativa. Sono stanca di aspettare, almeno così avrò l'illusione di star facendo qualcosa. Continuerò con le mie lezioni private, sia chiaro, e darò gli esami da non frequentante. Anche un po' alla cazzo, sì, chissenefrega del voto. Mi prendo il pezzo di carta che mi serve e via. Che poi sono convinta che tutta sta faccenda dei crediti sia una boiata assurda e che uno per insegnare bene debba smazzarsi sul campo, ma va beh. Volete il pezzo di carta? Lo avrete. Ecco, questo è quello che penso quando prendo coraggio. Nel resto del tempo piango e mi dispero e mi chiedo se ce la farò.
Meno male che c'è lui, che alla notizia, detta così di punto in bianco senza che gliene avessi mai accennato, non ha battuto ciglio e ha detto: "Ok, per me va bene. Io ti aiuto, per quello che posso. Un anno passa in fretta". Lui è proprio speciale, lo so.
Domani è l'anniversario dei miei, e io per rallegrarli gli porto in dono la bella notizia. Che minimo gli viene un colpo, a tutti e due. Cioè, sti poveretti hanno visto mio fratello laureato e con un bel posto di lavoro arrivare un giorno e dire:"Io ho deciso di entrare in seminario". A 26 anni. Io a 26 anni mi riiscrivo all'università. Per fortuna che son sposata, se no si prendono un biglietto sola andata per Honolulu. E anche qui scherzo, perché in realtà ho paura della loro reazione: perché da quando si è capito che la mia situazione lavorativa non era prossima allo sblocco li ho visti spesso preoccupati. Si sa come sono i genitori, non son tranquilli finché non ti vedono sposata e con un posto fisso. Per il primo punto mi sono impegnata, per il secondo purtroppo non dipende da me. Ma nei momenti di sconforto ho avuto paura di leggere nei loro occhi:"Oddio, nostra figlia è una fallita". La figlia perfetta, quella che ha sempre viaggiato come un treno con i suoi votoni, che non ha mai perso un colpo. E adesso è una povera disoccupata, almeno per la legge. Applausone. Poi mi dispiace soprattutto per mio padre, che è uno che mi ha sempre insegnato che con l'impegno si ottiene tutto, che mi ha sempre detto:"Studia, e studia quello che vuoi, vedrai che soddisfazioni". So che soffre, per me e forse anche perché si sente in colpa. Per avermi detto cose che non si sono rivelate vere. E invece io vorrei dirgli che comunque ha ragione, perché nonostante tutto non tornerei indietro, e infatti vado avanti. Però vorrei dirglielo serenamente, non piangendo a dirotto come in questo momento. Va beh, domani si vedrà.
Ora vi ho ammorbato a sufficienza e me ne vado a letto. Vorrei anche dirvi che ho lavato il pavimento della lavanderia alle ore 00.00. Così, giusto per distrarmi.

Lo so che vi chiedete donde sia venuto sto colpo di testa. E' successo che ho mandato una mail a un mio ex prof, coordinatore di facoltà, chiedendogli quanti crediti della specialistica potevano tenermi buoni. Giusto per sapere. E lui mi ha risposto 66, cioè più di un anno di studio. Gli ho risposto tante grazie, che era una bella notizia, ma ci avrei pensato per il prossimo anno visto che ormai le iscrizioni eran chiuse. E invece lui mi ha detto che fino al 30 novembre c'è la possibilità dell'"iscrizione tardiva", quella per i tardi come me, in sostanza. Mi è sembrato un segno del destino: vai Imperfect, questo è il tuo momento, prendilo al volo!
Avrò ragione?! Lo scopriremo solo vivendo... -.-'

venerdì 8 luglio 2011

Amiche di penna

Io ho quest'amica che ormai vedo raramente.
Insieme abbiamo passato interminabili traversate in treno, lezioni a prendere appunti come pazze, pause pranzo a chiacchierare della nostra vita. In realtà, i primi 3 anni di università non siamo entrate molto in confidenza. Poi, con il cambio di ateneo per la specialistica, ci siamo avvicinate. Sempre di più.
Quando abbiamo finito l'iter delle lezioni e preparavamo la tesi, avendo ormai meno occasioni per vederci, abbiamo preso l'abitudine di mandarci lunghe mail per sopperire alla mancanza delle chiacchiere quotidiane. Nessuno come lei mi ha capito quando andavo in crisi di fronte a quel lavoro enorme che non sapevo come affrontare. Il mio docente mi ha bellamente abbandonata a me stessa e io avevo bisogno di qualcuno che mi spronasse. Lei l'ha sempre fatto. Io, in cambio, le davo consigli sulle sue strane amicizie, ascoltavo i suoi sfoghi.
Il giorno della laurea magistrale per me non è stato una festa. La discussione non è andata come speravo, relatore e correlatore mi hanno fatto domande strane e inaspettate... In più avevo in commissione il più stronzo dei professori di facoltà, che aborrisce alcuni termini in tutto e per tutto italiani per puro arbitrio personale. Come nei peggiori incubi, dalla mia bocca è uscito il verbo da lui più odiato: approcciarsi. Non lo usavo mai, ma l'avevo in testa perché sapevo di non doverlo pronunciare. Così l'ho fatto.
Insomma, le cose non sono andate come immaginavo. E il 110 è rimasto monco, senza quella lode a cui tenevo tanto. Lo so che è stupido, perché non è il voto che conta. Ma per me è stata una grossa delusione. E' un ricordo dolce-amaro ancora oggi.
Il giorno dopo è arrivata la sua mail. La lettera più bella che abbia mai ricevuto. La rileggo ancora, a volte. Nessuna frase fatta, solo la dimostrazione di aver capito il mio stato d'animo fino in fondo.
Non è una sentimentale, lei. Eppure in quella mail ha fatto una breve e intensa analisi della nostra amicizia. E come amica mi ha dato un milione di lodi. ;-)
Questo per dire che nella vita a volte perdiamo di vista le cose che contano veramente. Perché se l'università non mi ha dato proprio tutto quello che speravo, mi ha però regalato lei. E non è poco, davvero.
Inutile dire che la nostra amicizia epistolare continua ancora. Ci scriviamo ogni 2 settimane e ci vediamo ogni 3 mesi, se va bene.
Ma è forse l'unica con cui non metto maschere. Nelle lettere che le scrivo c'è la me stessa più vera.

sabato 19 febbraio 2011

Inquietudine

Sono di ritorno da quella che noi chiamiamo "pizzata universitaria", ovvero la rimpatriata bimestrale tra compagni di università. Risate, chiacchiere, sorrisi. Queste serate mi rigenerano sempre un po'. Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia. Stanotte sono inquieta. Perché mi sembra di essere rimasta un passo indietro rispetto a tanti, che un contratto - seppur molto precario - ce l'hanno. So di non potermi lamentare, ma in queste situazioni il confronto è inevitabile. E penso a quell'opportunità sfumata perché il matrimonio era ormai alle porte...
In sottofondo, quella notizia arrivata mentre mi stavo preparando per andare. Non so nemmeno io cosa mi abbia provocato dentro. Ho cercato di ricacciarla indietro per tutta la sera, ma ora è qui che bussa. Un ex amica in coma dopo un incidente. Un rancore nei suoi confronti che ancora non riesco a spegnere, il ricordo dei torti che mi ha fatto. Ma ha senso, adesso? Sento un sotterraneo e insensato senso di colpa. Credo sia inevitabile in questi casi. La paura di non poter più avere occasione di chiarire. Di aver sprecato troppo tempo a farsi del male.