Sposarsi. A 25 anni. Nel 2010.
Tre fattori che abbastanza spesso suscitano nell’altro reazioni di stupore/perplessità/compatimento.
“Ma sei così giovane!”, “Ma chi te l’ha fatto fare?!?”, “Tanto tra pochi anni divorzi”. -.-'
Sposarsi. A 25 anni. Nel 2010. Senza un vero e proprio contratto di lavoro.
A questo punto, gli interlocutori si dividono in due gruppi: da una parte, quelli che ti considerano folle e irresponsabile, dall’altra quelli che con commenti tra l’acido e l’invidioso ti dicono più o meno: “Beh, beata te che te lo puoi permettere”.
A questo punto, manderesti tutti aff… Perché non sanno niente. E non sanno il c... che ti fai.
Ma non si può. Non è educazione. Non è contemplato nel vocabolario di una giovane sposina. Sgrunt.
La ristretta minoranza che non si scandalizza del tuo precoce matrimonio (di solito composta da over 60), rimpolpata da coloro che ormai hanno accusato il colpo, non perde comunque occasione di sollecitare i tuoi nervi.
“Allora? Quando fate un bambino?”
“…”
“Ma su dai, perché no? Sono così belli!”.
Magari perché ho 25 anni (e tutta la vita davanti), perché siamo sposati da soli 7 mesi ed è bello ma faticoso imparare a vivere insieme, perché i bambini sono tanto carini ma non sono pacchi regalo che quando ti hanno stancato puoi mettere nell’armadio e non pensarci più.
Trovare chi ti dà ragione è facile come trovare amichetti per la particella di sodio dell’acqua Lete. Mah.
Da tutto ciò, ho tratto una conclusione: sposarsi, a 25 anni, nel 2010, senza un vero e proprio contratto di lavoro, non è una scelta popolare. È una scelta out. Amen.
Detto questo, ed escluse le frasi più o meno scortesi/deficienti/irritanti che mi vengono rivolte, la scelta che ho fatto mi rende felice. Immensamente.
Ma siccome non è comunque facile, e a volte vado in tilt sepolta dalle paranoie, ho deciso di aprire questo blog. In controtendenza anche per questa decisione, forse, perché mi dicono che i blog stanno già passando di moda.
Sarà vero?
Beh, così come per le citazioni sopra… io me ne infischio!!! ;-)