Io adoro i mezzi di trasporto. I treni (sì, ok, con Trenitalia questa adorazione viene messa a dura prova), ma soprattutto gli aerei. Salire su un aereo mi provoca sempre una scarica di adrenalina, l’idea di poter attraversare il mondo in poche ore per me ha qualcosa di magico.
Il maritino viaggia in aereo perché non ha alternative. Dice spesso che vorrebbe fosse stato già inventato il teletrasporto. Anni fa una settimana prima del volo iniziava ad essere taciturno e di cattivo umore, convinto di avere poche probabilità di sopravvivere. :-D Ora si è abbastanza abituato, ma l’aereo non gli piace punto e stop.
Per esorcizzare la paura si diverte a terrorizzare gli altri passeggeri. Quest’anno è toccato ad una povera ragazza che attendeva di salire le scalette prima di noi. Un tizio è passato sotto l’ala ed è stato aborrito dalla hostess, al che lui ha commentato: “Eh cavolo, non si può camminare sotto l’ala, metti che cada”. Non contento, ha poi precisato serafico: “Però, è proprio sicuro questo aereo eh?!”.
La tipa lo ha guardato sgomenta, ma va beh. (ah, sì, forse lo sgomento era per il suo cappello da cowboy ricordo degli States che ha voluto a tutti i costi indossare per l’occasione).
Io per esorcizzare la sua paura lo distraggo osservando gli altri passeggeri e facendogli notare i più strani. Questa volta il Nobel l’ha vinto la coppia più appiccicosa della storia, da noi soprannominata Hard Lemon. Giuro, non ho mai visto tanta lingua in vita mia.
Comunque, dopo il momento adrenalinico a me prende l’abbiocco. Tipo che nel viaggio d’andata ho dormito 11 ore su 12. Sono scandalosa, lo so.
I miei peggiori nemici in aereo sono due:
1. il cibo. Perché puzza, cazzo. Lui dice che sono paranoica e si mangia anche la mia parte, ma io capisco che stanno per portare i vassoi già dieci minuti prima a causa dell’odore che sento diffondersi. Non so se siano le vaschette calde o cos’altro. So solo che a pensarci sto male. Infatti il momento dei pasti è l’unico in cui sto sveglia, con il naso ficcato nella coperta, pregando che passino presto a ritirare i vassoi.
2. le turbolenze. Ho lo stomaco debole e certi su e giù me lo fanno letteralmente attorcigliare. Ricordo ancora il volo verso il Brasile, con 6 ore su 12 di tempesta. All’atterraggio piangevo disperata convinta che sarei morta presto.
Il suo peggior nemico è uno solo, ed è rappresentato dai passeggeri che dormono beatamente. Questo perché:
a) gli impediscono di alzarsi continuamente come vorrebbe;
b) gli ricordano palesemente che lui è il povero sfigato che non riesce a chiudere occhio.
In pratica, il suo peggior nemico sono io. :-D Quanto parla di me in aereo dice sempre sarcasticamente: “Eh be’, lei è proprio di compagnia”.
Ok, tutto questo per dire che sono tornata. Che l’aereo ha fatto il suo dovere anche questa volta, insomma. Mi siete mancate, ma ora adsl permettendo* recupererò il tempo perduto.
*Al ritorno ho avuto molte esilaranti sorprese, tra cui bollette da pagare, macchina rumorosa come un trattore e decisamente bisognosa di un meccanico, e appunto telefono e adsl guasti. Ditemi se non ci può essere una disgrazia maggiore per una che è stata senza internet già più di due settimane. Al momento vado a scrocco dei miei, ma visto che non posso bivaccare in casa loro i miei tempi di navigazione sono abbastanza ristretti. Pregate con me che mi sistemino tutto al più presto. ;-)