Sono una persona disincantata.
Oh, cazzo, l'ho scritto.
Cioè, è un po' che mi sfiora quest'idea, ma forse mai come oggi l'ho messa a fuoco.
Non che ci sia nulla di male nella cosa, anzi. Aiuta a prevenire un mare di delusioni. Solo che faccio a fatica a capacitarmene perché io, prima, non ero così. Assolutamente. Io sono nata sognatrice, con la testa fra le nuvole, abituata a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e fiduciosa nel prossimo così come nel futuro.
Certe cose mi hanno cambiata.
L'incanto ho iniziato a perderlo nei confronti delle persone. Quando la mia migliore amica delle elementari, una volta alle medie, mi ha voltato le spalle. In grande stile, cioè sputtanandomi a destra e a manca. Ma non ho imparato la lezione, e allora ho pensato bene di prendermi una decina di altre palate giusto per verificare che non era il caso di credere troppo in chi diceva di volermi bene. Poi ho capito, e sono diventata diffidente. Mi espongo molto meno di un tempo, racconto poco, mi apro con pochissime persone, e preferisco farlo scrivendo. Ho costruito il mio muro personale.
Col tempo sono diventata disincantata anche nei confronti del futuro. Ho capito che l'impegno di anni sui libri non vale granché. Che con i miei diplomi di laurea alcuni si fumerebbero allegramente i cannoni. Che forse ho sbagliato qualcosa. Ma che ad ogni modo non sono fatta per stare con le mani in mano e allora mi sono reinventata.
Ho smesso di soffrirci (forse).
Stamattina ho ricevuto una telefonata da un'agenzia di comunicazione a cui avevo mandato il curriculum; mi chiedevano un colloquio urgente per domani. Ecco, nell'ordine, le emozioni che ho vissuto in meno di tre ore: ansia, eccitazione, gioia, perplessità, ansia, dubbio, disincanto.
Perché dopo la telefonata ho iniziato a organizzarmi. Mi sentivo contenta perché pareva che l'agenzia avesse proprio fretta. Hanno insistito perché trovassi un buco per domani mattina. Poi mi ha sfiorato un dubbio. L'ho messo via. Mi ha risfiorato. Ho ri-telefonato. "Ah, quindi 6 mesi totalmente gratis? Nemmeno un rimborso? Impossibile trattare? Ah. Be', allora no, grazie". In realtà avrei voluto aggiungere "sfruttatori-di-merda-schiavisti-del-nuovo-millennio", ma mi son trattenuta.
Quello che più mi ha stupito è che dopo una simile delusione ho continuato a fare le mie lezioni come se nulla fosse. Sorridente e paziente come sempre. Ho mandato un sms alla mia alunna universitaria confermandole la lezione per domani mattina, quasi sollevata di non doverla spostare. Sono andata avanti caparbia fino alle 8 senza perdere un colpo. Come se in fondo sapessi fin da subito che c'era la gabola. Come se ormai fosse impossibile il contrario.
L'incanto mi è rimasto solo in amore. Almeno lì spero di non essere costretta a svenderlo.
(e ringrazio come sempre la dolcissima mamma B., che forse ha capito che il mio sorriso era un po'offuscato e mi ha ripetuto infinite volte "Meno male che ci sei tu").