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venerdì 1 luglio 2011

Moglie (o convivente) VS morosata (o single)

La morosata (o la single) stacca prima del solito. Diciamo che ha buona parte del pomeriggio libero. C'è il sole. Allora che fa? Ma è ovvio! Prende borsa e salviettone e va al lago (o al mare, o in piscina), grata di quest'immensa fortuna che le è capitata.

La moglie (o la convivente) stacca prima del solito. Diciamo che ha buona parte del pomeriggio libero. C'è il sole. Oh, pure lui ha staccato prima oggi. Allora che fa? Ma è ovvio! Decide che è giunta l'ora delle pulizie grosse e i due si ritrovano a sgobbare come pazzi fino all'ora di cena. -.-'

La morosata (o la single) ha un'alunna che abita praticamente in riva al lago. Finisce verso le 12 e non riattaccherà fino alle 14. C'è il sole e si è già organizzata. Dotata di costume sotto i vestiti e di un panino nella borsa, si incammina verso un bel posticino vicino all'acqua e si dà alla tintarella.

La moglie (o la convivente) ha un'alunna che abita praticamente in riva al lago. Finisce verso le 12 e non riattaccherà fino alle 14. C'è il sole e per una frazione di secondo - dato che il maritino stranamente non torna per pranzo - ha pensato di fermarsi in riva al lago, ma poi si è ricordata che:
1. deve ancora comprare il di lui regalo di compleanno;
2. deve ritirare i candidi panni stesi prima che il sole giri e glieli faccia diventare giallastri;
3. deve finire di sistemare la cucina.
Rinuncia e dedica la pausa pranzo alle incombenze domestiche.

E' estate. E' domenica. Piove. La morosata (o la single) è incazzata nera. Il malumore raggiungerà picchi inesplorati quando al meteo diranno che per il giorno dopo - lunedì - sono previsti sole, cielo azzurro e temperature record.

E' estate. E' domenica. La moglie (o la convivente) se ne dispiace. Ma poi pensa che non tutto il male viene per nuocere: fa un po' più freschino e potrà ridurre a dimensioni umane la piramide di vestiti da stirare.

E'sabato sera. E' estate e fa caldo. La morosata (o la single) si darà ad una notte brava pregustando la dormita che si farà il giorno dopo, presumibilmente stesa al sole.

E'sabato sera. E' estate e fa caldo. La moglie (o la convivente) si gode la serata. Ma a mezzanotte guarda intensamente l'orologio sperando che si fermi. Ok, appurato che non si ferma, a mezzanotte e mezza saluta gli amici e mano nella mano con il maritino torna a casa sua: se vuole concedersi un giretto pure la domenica dovrà anche - prima e dopo - fare i salti mortali, tipo salutare genitori-suoceri-nonna, pulire il bagno, preparare i di lui vestiti del lavoro.


Ecco, la cosa positiva è che, tutto sommato, la moglie (o la convivente) pensa con dolcezza al suo passato di morosata e - prima ancora - single, ma sa che non farebbe mai cambio con tutto ciò che ha ora. ;-)


Chiaramente, ho generalizzato. Non me ne vogliano le morosate o single, so che anche loro hanno le loro belle gatte da pelare!! :-)


domenica 13 marzo 2011

Casalinghitudine e riflessioni melense

Cosa fa secondo voi una mogliettina per bene la domenica pomeriggio?! Ma è ovvio!! Stira, rammenda, mette in ordine, pulisce... Ok, non voglio spaventare a morte chi sta per compire il grande passo, perciò rimarcherò che non succede tutte le domeniche. Però succede. Abbastanza spesso. ;-) Magari non tutte queste cose insieme ecco... ma oggi sì, tutte le cose che ho scritto. Ehhggià. Il motivo per cui ve lo dico non è per autocompiangermi, in realtà. E' per lasciare scritto ai posteri che oggi, 13 marzo 2011, IO HO PASSATO UNA BELLA DOMENICA. Cioè, nonostanze le incombenze domestiche. O forse proprio per quelle. Rattoppavo un calzino bucato e cantavo. Sissignori, di brutto. Con la musica a palla, da Eros ai Green Day. (Sì dai, chiamate la neuro :-D).
Prenderne atto mi ha lasciato abbastanza stupita. Oddio, nemmeno troppo. La trasformazione - quella da giovane cazzeggiatrice a sposina giudiziosa - è avvenuta in modo lento ma inesorabile. Azz, mi sto innonendo? Può essere. La cosa incredibile è che 'sto invecchiamento precoce non sembra essere poi così male. -.-'. Sì, è così. :-O

Ciliegina sula torta: stasera ci siamo visti un filmetto in dvd, Ghost Town. O meglio, l'ho visto io, perché lui ha più che altro dormicchiato. ;-) Film carino, niente di speciale, ma con un bel finale. Soprattutto, ci ho trovato la mia morale: ma senza di lui, oh, io come farei?!

Ok, stasera il mio grado di melensaggine ha raggiunto l'apice, quindi vi saluto veloce veloce. :-)))

sabato 5 marzo 2011

La dura vita della "donna di casa" ;-)

Dunque, oggi parliamo di un'immane fonte di stress per una giovane mogliettina come me: l'obbligo di compilare carte e cartacce per conto di Enel Energia, Enel Gas, il comune ecc. ecc. Partiamo dal presupposto che io odio la burocrazia (soprattutto perché in Italia è spesso solo una perdita di tempo). Aggiungiamoci che, quand'ero ancora una figlia, di queste cose me ne occupavo assai poco dato che mio padre provvedeva a tutto. Disgraziatamente, nella family originaria del maritino queste questioni erano sbrigate tutte da sua madre, quindi secondo lui questo è un settore prettamente femminile (?).
Indi, le disgrazie cadono sulla mia testa. :-D
Tralascio il numero incredibile di documenti che abbiamo dovuto compilare per il trasferimento in questa casa, altrimenti scrivo un post di 100.000 battute.
Comunque, ieri mattina ero alle prese con la compilazione di una carta per Enel Energia che prevedeva l'inserimento di tutti i dati catastali del nostro appartamento. Non chiedetemi il perché, non l'ho capito neanch'io. Cerca i documenti del catasto tra quelli di mio suocero, trova la cartelletta giusta, prova a districarti tra sigle e siglette. Scopri poi con disappunto che quelli dell'Enel come somma presa per il c... nei tuoi confronti hanno pensato bene di non far corrispondere il numero esatto di caselle a ciascuna voce, quindi dove devi inserire solo una cifra ci sono 5 caselle e via dicendo. Sistemato il tutto - o almeno credo... :-) - ecco che arriva la bolletta del gas. La apro giusto per vedere l'importo perché di pagarla se ne occuperà la banca. :-o Faccia basita: c'è il sollecito per un pagamento che scadeva a dicembre. Cerco velocemente la cartelletta con tutte le pratiche Enel (che in 9 mesi è già gonfissima). No, il pagamento c'è stato, ho le prove. Inizio a imprecare in cinese contro sti stronzi che ti fanno prendere colpi. Poi decido di chiamare il numero verde. Per Enel Energia prema 1, per Enel Gas prema 2, per avere uno dei nostri tecnici bellimbusti a casa sua prema 3... :-D Per insultare chi sta a capo della società... no, non c'è, se no sai che intasamento. Quando azzecco la serie di cifre giusta e arrivo a "per avere notizie sui suoi pagamenti" la voce malefica mi dice di digitare il numero della bolletta incriminata... il numero, il numero... dove cazzo è? C'è pieno di codici... La voce s'incazza (lei???) e ripete per tre volte con tono metallico che non ho inserito alcun numero. La terza volta secondo me ha pure alzato il volume, ma forse è solo suggestione. Ok, mi arrendo e riattacco. Trovo il numero e richiamo. Bene, la voce metallica dice che non ci sono pagamenti in sospeso per la bolletta in questione. Ma allora mi chiedo: perché mi avete scritto che non l'ho pagata?!? Non del tutto convinta, cerco di parlare con l'operatore. Lei - Giulia, Giovannina o Teresa, non mi ricordo - mi chiede il numero dell'utente, digita sul computer, poi conferma che è tutto a posto, il pagamento è stato effettuato ma sono loro a non averlo registrato. La domanda sorge spontanea: ma se il problema è vostro, perché dovete rompere le palle a me?!? Decido comunque di non importunare la poveretta e la saluto con simpatia, vuoi mai che sia una mia ex compagna di università che si è ritrovata inghittita nel magico mondo dei call center.

In ogni caso, questa trafila di mezz'ora abbondante mi ha prostrato più di 5 ore consecutive di ripetizioni, garantito. :-)

mercoledì 19 gennaio 2011

Il giorno dopo

Non so a voi, ma a me i "giorni di crisi" lasciano in eredità:
-mal di testa e mal di stomaco;
-stacanovismo acuto (tipo accettare di fare una lezione dell'ultimo minuto all'ora di cena, con un invito a cena già confermato);
-sensi di colpa. Perché passando la mattinata a compiangerti ti sei dimenticata di fare una lavatrice urgente, di passare l'aspirapolvere (e la tua alunna ha visto volteggiare battuffoli così enormi che sarebbero paragonabili alla pallozza di polvere della pubblicità), di chiamare il medico e prendere appuntamento per il maritino, di pensare a preparare una cena decente (e hai fatto un purè che sembrava minestra, ma lui non ha detto niente per non infierire;-)).

Il giorno dopo la crisi di solito sto meglio. Ho 25 anni, le occasioni (forse) arriveranno. E intanto, vai con i curricula.