venerdì 20 maggio 2011

A tu per tu col disincanto

Sono una persona disincantata.
Oh, cazzo, l'ho scritto.
Cioè, è un po' che mi sfiora quest'idea, ma forse mai come oggi l'ho messa a fuoco.
Non che ci sia nulla di male nella cosa, anzi. Aiuta a prevenire un mare di delusioni. Solo che faccio a fatica a capacitarmene perché io, prima, non ero così. Assolutamente. Io sono nata sognatrice, con la testa fra le nuvole, abituata a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e fiduciosa nel prossimo così come nel futuro.
Certe cose mi hanno cambiata.
L'incanto ho iniziato a perderlo nei confronti delle persone. Quando la mia migliore amica delle elementari, una volta alle medie, mi ha voltato le spalle. In grande stile, cioè sputtanandomi a destra e a manca. Ma non ho imparato la lezione, e allora ho pensato bene di prendermi una decina di altre palate giusto per verificare che non era il caso di credere troppo in chi diceva di volermi bene. Poi ho capito, e sono diventata diffidente. Mi espongo molto meno di un tempo, racconto poco, mi apro con pochissime persone, e preferisco farlo scrivendo. Ho costruito il mio muro personale.
Col tempo sono diventata disincantata anche nei confronti del futuro. Ho capito che l'impegno di anni sui libri non vale granché. Che con i miei diplomi di laurea alcuni si fumerebbero allegramente i cannoni. Che forse ho sbagliato qualcosa. Ma che ad ogni modo non sono fatta per stare con le mani in mano e allora mi sono reinventata.
Ho smesso di soffrirci (forse).
Stamattina ho ricevuto una telefonata da un'agenzia di comunicazione a cui avevo mandato il curriculum; mi chiedevano un colloquio urgente per domani. Ecco, nell'ordine, le emozioni che ho vissuto in meno di tre ore: ansia, eccitazione, gioia, perplessità, ansia, dubbio, disincanto.
Perché dopo la telefonata ho iniziato a organizzarmi. Mi sentivo contenta perché pareva che l'agenzia avesse proprio fretta. Hanno insistito perché trovassi un buco per domani mattina. Poi mi ha sfiorato un dubbio. L'ho messo via. Mi ha risfiorato. Ho ri-telefonato. "Ah, quindi 6 mesi totalmente gratis? Nemmeno un rimborso? Impossibile trattare? Ah. Be', allora no, grazie". In realtà avrei voluto aggiungere "sfruttatori-di-merda-schiavisti-del-nuovo-millennio", ma mi son trattenuta.
Quello che più mi ha stupito è che dopo una simile delusione ho continuato a fare le mie lezioni come se nulla fosse. Sorridente e paziente come sempre. Ho mandato un sms alla mia alunna universitaria confermandole la lezione per domani mattina, quasi sollevata di non doverla spostare. Sono andata avanti caparbia fino alle 8 senza perdere un colpo. Come se in fondo sapessi fin da subito che c'era la gabola. Come se ormai fosse impossibile il contrario.

L'incanto mi è rimasto solo in amore. Almeno lì spero di non essere costretta a svenderlo.

(e ringrazio come sempre la dolcissima mamma B., che forse ha capito che il mio sorriso era un po'offuscato e mi ha ripetuto infinite volte "Meno male che ci sei tu").

8 commenti:

sulsecondobinario ha detto...

dai dai mi trovo in una situazione simile alla tua ma vado avanti con la speranza che le cose possano cambiare...SE PUOI SOGNARLO PUOI FARLO...so che il problema è il sistema ma le cose DEVONO cambiare...

Marianna ha detto...

Eccomi sognatrice senza speranza ed odio le persone pessimiste, nonostante le innumerevoli batoste io vedo ancora il bicchiere mezzo pieno,magari non lo realizzerò in italia il mio sogno ma voglio provarci NON MI VOGLIO ARRENDERE!
E così devi fare anche tu non permettiamo a nessuno di farci diventare chi non siamo, alla fine la nostra vera natura viene sempre fuori e inutile combattere,vedrai che prima o po ce la faremo ;)

Satoko ha detto...

Mi dispiace :S e aggiungo che anche io mi sono disincantata totalmente, a malincuore...ma che spesso la vita ci sorprende positivamente anche in questi campi ;)

Lagiulietta ha detto...

Io spero sempre che la vita ci sorprenda.
Sull'amicizia, io continuo imperterita a prendere palettate, ma le persone mi piacciono, non ci posso fare nulla.

Kisal ha detto...

Caspita, quindi non l'hai accettato? Da una parte hai fatto bene a non "svenderti" perché una prestazione di servizio, anche se sotto forma di tirocinio, è pur sempre un Dare e Avere. Tu mi insegni il lavoro, mi dai occasione di fare pratica, e io ti do il mio tempo e la mia manodopera. Se ci regaliamo non ha senso niente, quindi è un peccato, ma io vedo queste situazioni come "Occasioni apparenti". Sembrano occasioni perse, lasciate appositamente, ma in realtà non lo sono. Ne arriveranno altre, non disperare, sii sempre ottimista, carica e vai dove ti porta il tuo istinto e il tuo ragionamento!
Spaccherai U_U

ImperfectWife ha detto...

@Sulsecondobinario, Marianna, Satoko: sìsìsì, voglio essere stupita positivamente!!! Il bello del disincanto è che quando poi le cose vanno sorprendentemente bene si è ancora più contenti!!

@Lagiulietta: ;-) Le persone piacciono tanto anche a me, ma adesso sono diventata davvero più cauta... certe cose mi hanno fatto troppo male!!

@Kisal: no no, non ho fatto nemmeno il colloquio... Considerato che avrei dovuto sobbarcarmi un viaggio non indifferente non potevo assolutamente accettare, avrei avuto spese assurde!! Poi per principio ho rifiutato tutti gli stage a titolo gratuito: penso che un rimborso spese sia il minimo... altrimenti si accentua lo squallido sistema di sfruttamento che è tanto di moda di questi tempi...

and i'm fine, but not okay ha detto...

ciao, lo so che è un post vecchio, ma....è quello che preferisco : )

sono passata di qui per caso (tra preferenze di blogger varie) e mi sono letta una carrellata di post, tra i primi e gli ultimi!

e...vedrai che qualcosa cambierà! :) io, come te, una volta vedevo il bicchiere mezzo pieno, ora se c'è una goccia sono felice, ma....

sono sicura che la ruota gira, prima o poi ;)

ImperfectWife ha detto...

Ciao! Grazie mille di essere passata! Questo blog è la mia gioia perché ogni giorno conosco persone che mi lasciano qualcosa di bello... :-)