mercoledì 26 gennaio 2011

Stranezze della vita

La mamma di Y. mi dice che la dottoressa esperta di dislessia che lo segue ormai da anni mi vuole parlare. Dice di telefonarle presso il qualificatissimo centro, che mi darà qualche dritta in più per affiancarlo nello studio.
Chiamo. E' occupato. Richiamo. E' occupato. Richiamo. Se n'è andata, torna nel pomeriggio. Epporcattr...
Sto uscendo, un'alunna mi aspetta. Driiin.
Sarà quella della Telecom. Non rispondo. Va beh, rispondo, magari è per lavoro (ahahah, battutona... ebbene sì, la speranza è sempre l'ultima a morire -.-').
"Pronto, sono la Dottoressa Q."
"Ah, bene, l'avevo cercata, mi dica!" (tono gaudente, perché mi scocciava dire alla mamma di Y. che non l'avevo trovata per l'ennesima volta)
"..."
"La mamma di Y. mi ha detto che voleva darmi dei suggerimenti, la ascolto"
"..."
"Ah ma lei non è la professoressa della scuola, è quella di ripetizioni" (tono deluso)
"Sì, eh sì" (tono quasi di scuse, però dai, dimmi quello che mi dovevi dire, sei stata tu a chiedere di me, no?!)
"No sa, stiamo organizzando un incontro con i professori della scuola di Y., volevo sapere da lei quali sono le materie in cui ha più difficoltà, cosa riscontra..."
A questo punto, sono un po' perplessa. Non doveva darmi delle strategie? Illuminarmi? Spianarmi la strada? La telefonata si risolve invece in una richiesta di informazioni da parte sua, che - mi viene il dubbio - deve parlare con i professori ma non ne sa poi molto di Y. dal punto di vista prettamente scolastico. Carpisce news, mi dice un paio di cose ovvie, si congeda bellamente.
Mah.
Seguo Y. ormai da due anni, per una media di 6-7 ore settimanali. Prima di lui non avevo mai avuto alunni dislessici. Grazie a lui ho imparato molto, ma sottolineo sempre con tutti che non sono un'esperta di questa problematica e che se vogliono pareri più approfonditi devono rivolgersi a degli specialisti.
Oggi mi viene da pensare che tutto sommato pure io c'ho qualche conoscenza in merito, e che potrei tirarmela un pochettino di più. ;-)
Mi viene anche da chiedermi come mai la Dottoressa espertissima abbia detto alla mamma di Y. che doveva darmi suggerimenti, mentre invece a me li ha solo chiesti. Stranezze della vita.

2 commenti:

Cristina ha detto...

Sono dell'idea che l'esperienza sia una grande maestra di vita.. I medici, spesso, mancano di attenzione verso il paziente. Non metto in dubbio che siano professionali e qualificati, ma, specie nel caso dei bimbi, non ascoltano. La mia pediatra all'ultima visita ha fatto leggere a Elena le letterine sul tabellone luminoso per controllare la vista. Tono e modo di porsi (erano le 18.30 e forse non ne poteva più pure lei..)hanno fatto sembrare la cosa più un'inquisizione che un semplice controllo. Elena si è confusa nelle ultime righe, sembrava persa. Verdetto: è il caso di fare una visita più approfondita dall'oculista..Uscendo, Elena era come se avesse preso un brutto voto, angosciata all'idea di dover mettere gli occhiali, mortificata.."Mamma io le lettere le so.." diceva. Prenoto la visita, ovviamente a pagamento, onde evitare un'attesa di minimo 4 mesi. Ieri siamo andate dall'oculista di mia sorella, un tipo simpatico. Iniziata la "prova tabellone" Elena non combinava..Allora ha chiamato la sua assitente al telefono pregandola di aprire la botola sotto la sedia di Elena che i coccodrilli erano in attesa di assaggiare la bimba che non sa leggere.. E'partita a razzo leggendo alla perfezione anche la riga extra minuscola e concludendo "Io so leggere. Sono in seconda elementare!".. Uscendo mi ha detto: "quando torniamo a farci vedere gli occhi? E comunque avevo capito che i coccodrilli non c'erano...Vero?".. Buona giornata cara e a presto :)

(Im)perfectWife ha detto...

Eheh, che cara la tua Elena! Con i bambini bisogna saperci fare, non tutti sono portati, anche se risultano super qualificati!!!
Un abbraccio! :-)